CESNUR - center for studies on new religions

Il rito del fuoco a Vilnius
Già bastione anticomunista, il neopaganesimo è oggetto di studi scientifici

Andrea Menegotto (da il Domenicale, anno 2, numero 19, 10 maggio 2003)

Annualmente il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), diretto da Massimo Introvigne, sociologo della religione di fama mondiale, organizza un convegno internazionale che raduna i principali specialisti nello studio della nuova religiosità. Ogni convegno raccoglie fra le cinquanta e le ottanta relazioni, che riguardano i diversi aspetti della religiosità contemporanea. Oltre a studiosi o accademici esperti in scienze religiose, partecipano ai convegni politici, legislatori, giudici, avvocati, psichiatri, psicologi, educatori, responsabili di chiese e movimenti religiosi e giornalisti specializzati. I convegni annuali si sono fino ad ora tenuti presso istituzioni italiane e straniere di indubbio rilievo, fra cui la London School of Economics e l’Università Statale di Roma.

Quest’anno, l’incontro si è svolto dal 9 al 12 aprile presso l’Università di Vilnius in Lituania, organizzato – oltre che dal CESNUR – dai locali Center for Religious Studies and Research at Vilnius University e New Religions Research and Information Center. Tema generale del convegno, che si è articolato in ventuno dense sessioni di lavoro in cui si sono alternati circa settanta relatori: Religion and Democracy: an Exchange of Experiences between East And West.

Vilnius ha accolto i convenuti, giunti numerosi dai Paesi dell’Est – particolarmente ampia la delegazione polacca –, ma anche dall’Europa occidentale, dall’Australia, U.S.A., Canada e Israele, sotto una fitta coltre di neve, che ha dato al paesaggio un tocco suggestivo e reso particolarmente avventurosa l’ascesa - e la conseguente discesa - verso una delle colline che sovrastano la città per assistere al rito del fuoco di Romuva, un gruppo religioso etnico-tradizionale con influenze esoteriche derivanti soprattutto da autori interessati all’opera del pittore, archeologo e poeta russo di origini lettoni Nicolas Roerich (1874-1947). Romuva si propone di riportare alla luce il clima pre-cristiano della Lituania e, nel periodo sovietico, con l’enfasi tutt’ora posta su elementi di carattere folklorico, ha rappresentato una forza di coesione supportando - accanto al cattolicesimo - il mantenimento dell’identità culturale lituana. Questo gruppo, benché conti fra i 300 e i 400 membri attivi, è molto popolare in Lituania, infatti alla celebrazione del solstizio d’estate partecipano qualche migliaio di persone, naturalmente non tutte spinte da convinzioni pagane.

Donatas Glodenis, uno dei principali organizzatori del convegno e collaboratore del Ministero della Giustizia - organismo incaricato per la registrazione dei gruppi religiosi secondo l’ordinamento giuridico lituano - ha avuto modo di spiegare durante la sessione che ha preceduto l’osservazione del rito da parte degli studiosi, che Romuva era già stato registrato come comunità religiosa nel 1992, ancor prima dell’adozione della legge vigente, fornendo così un esempio concreto di applicazione di una legge che riguarda i rapporti fra lo stato e le organizzazioni religiose, tema attuale anche in Italia, dove è attualmente in discussione alla Camera dei Deputati un progetto di legge sulla libertà religiosa.

Come suggerisce il titolo stesso del convegno, la maggior parte delle sessioni sono state dedicate all’analisi dei movimenti e del pluralismo religioso nella vasta scena internazionale, con un’attenzione particolare rivolta verso i fenomeni della nuova religiosità che si manifestano oggigiorno nei Paesi dell’Est, soprattutto laddove l’esperienza democratica di governo e la possibilità di esprimere liberamente la propria fede e convinzione religiosa si configurano come fenomeno sostanzialmente nuovo.

Traendo qualche considerazione sull’evento, Massimo Introvigne - che oltre ad essere una delle menti organizzative del convegno, insieme a PierLuigi Zoccatelli (vice-direttore del CESNUR) e a chi scrive ha rappresentato a Vilnius il nostro Paese - afferma: «Il convegno ha celebrato, quindici anni dopo il primo convegno del CESNUR, una nuova fase di maturità della sociologia dei movimenti religiosi, che è la principale (non l’unica) disciplina di cui si tratta nei convegni del CESNUR. Per molti anni questa disciplina è stata intrappolata nelle controversie che vedevano contrapposti gli studiosi, i quali consideravano mitologiche teorie come quelle sul “lavaggio del cervello” e stereotipi come quelli delle “sette” tutte brutte, sporche e cattive, e i “movimenti anti-sette” che chiedevano leggi contro le “sette” sostenuti da alcuni governi, in primis quello francese.

Queste controversie - prosegue il direttore del CESNUR - non sono sparite, come dimostrano bizzarre proposte di legge presentate di recente anche in Italia. Il convegno tuttavia ha dedicato a questi temi, su cui ormai veramente è stato ormai detto tutto quello che c’era da dire, solo poche sessioni, esplorando invece la grande ricchezza di movimenti religiosi che offrono non solo l’Europa Occidentale e l’America del Nord ma l’Europa dell’Est, l’Asia, l’Africa.

Anche l’islam - conclude Introvigne - ha prodotto migliaia di movimenti religiosi nuovi, alcuni dei quali interagiscono con il terrorismo. Al di là dell’eterna contrapposizione fra “movimenti anti-sette” giustizialisti e difensori accademici della libertà religiosa, il convegno ha dimostrato che agli studiosi di movimenti religiosi si aprono nuovi e affascinanti campi, su cui molto rimane ancora da studiare e da analizzare».

Ora, mentre il CESNUR dà appuntamento per il 2004 (18-20 giugno) presso la Baylor University di Waco (Texas), l’esperienza di Vilnius continua virtualmente attraverso la pubblicazione delle varie e interessanti relazioni, che tutti possono consultare accedendo alla home page del CESNUR: http://www.cesnur.org/.


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