CESNUR - Centro Studi sulle Nuove Religioni diretto da Massimo Introvigne
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Le religioni in Italia

di Giuseppe de Rosa (La Civiltà Cattolica, quaderno 3767, 2 giugno 2007, pp. 521-522)

Chi scorre questo volume enciclopedico – che non è solo un aggiornamento dell’Enciclopedia delle religioni in Italia, pubblicata dalla Elledici nel 2001, ma è un’opera nuova, sia perché include molto materiale nuovo, sia perché lo dispone diversamente – resta impressionato dall’immenso numero di «religioni» oggi presenti nel nostro Paese. Ma che cosa s’intende con il termine «religioni»? Questo interrogativo, che è senza una soluzione accettata da tutti gli studiosi o almeno dalla massima parte di essi, è affrontato nell’introduzione di M. Introvigne, il quale propone di intendere per «religioni» i «sistemi (che generano organizzazioni e strutture) di risposte non puramente fattuali né suscettibili di verifica empirica alle domande ultime sull’origine e sul destino della persona umana che ogni uomo e ogni donna si pongono. Descrizioni, come si vede, che non considerano decisiva l’auto-definizione, che escludono sia la necessità di un riferimento a Dio (personale o meno), sia la “benevolenza” e il contributo positivo al bene comune, e infine evitano di avventurarsi sul terreno di nozioni controverse come quelle di “rito” o di “comunità”» (p. 15).

L’opera è divisa in 39 capitoli, più due appendici, che riguardano le massonerie e il libero pensiero. Dopo il primo capitolo dedicato all’ebraismo seguono 15 capitoli dedicati al cristianesimo (Chiesa cattolica, Chiese ortodosse, Protestantesimo, Pentecostalismo, Parachiese, Avventisti, Testimoni di Geova, Mormoni, Movimenti profetici e messianici di origine cristiana), che occupano la maggior parte del volume. Seguono capitoli dedicati all’islam e ai movimenti di matrice islamica, all’eredità di Gurdjieff, ai gruppi di origine zoroastriana, all’induismo e ai movimenti di origine induista, ai gruppi di origine buddista, ai movimenti di origine giainista, ai gruppi di origine sikh, ai movimenti di origine cinese, alle nuove religioni giapponesi, al neo-paganesimo, alla neo-stregoneria e al neo-sciamanismo, alla tradizione rosacrociana, agli ordini martinisti, agli ordini neo-templari, ai gruppi teosofici e neo-teosofici, alle fraternità universali, alle Chiese e movimenti gnostici, ai gruppi di magia cerimoniale, allo spiritismo e alla parapsicologia, ai movimenti dei dischi volanti, al satanismo, alle religioni e movimenti del potenziale umano, al New Age e al Next Age.

Il semplice elenco delle «religioni» presentate in quest’opera mostra che nessun movimento, per quanto piccolo sia, che in qualche modo e in qual che misura si riferisca alla «religione», intesa in senso larghissimo, è stato trascurato: il solo «indice dei nomi» occupa 90 pagine. Ma quel che conta maggiormente è l’accuratezza con cui, tanto dal punto di vista storico quanto da quello dottrinale, ogni singolo movimento religioso è esaminato. Molto ben fatte sono le introduzioni premesse a ogni singolo capitolo, perché danno un’inquadratura storico-dottrinale dei movimenti religiosi di cui si parla nel capitolo e che, pur ispirandosi alla stessa matrice, sono molto differenti tra di loro e, spesso, hanno un legame assai tenue col movimento religioso a cui si rifanno.

Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, si resta impressionati dal numero enorme di veggenti, profeti, guaritori che nascono nel mondo cattolico e che si tirano dietro gruppi talvolta consistenti di cattolici: si tratta di persone che si ritengono in contatto diretto con Dio, con Gesù, con la Madonna, dai quali riceverebbero messaggi di stile apocalittico da diffondere tra i cristiani e avrebbero doni di profezia e capacità di guarire ogni malattia. Si tratta, talvolta, di persone che si ritengono esseri divini, incarnazioni di Gesù e di Maria, oppure di persone che si sentono chiamate a prendere il posto del Papa. Un largo spazio è dato al movimento pentecostale, che oggi conta 470 milioni di aderenti, più di un quinto dei cristiani esistenti nel mondo: è presente in Italia con le Assemblee di Dio, che contano 140.000 aderenti, e con un pulviscolo di piccoli gruppi (ne abbiamo contati 92), che raccolgono in tutto 110.000 fedeli. Largo spazio è dato anche ai movimenti italiani di ispirazione induista e buddista, che insieme contano 108.000 aderenti: il numero è modesto, ma l’influsso che essi esercitano è abbastanza vasto, come nel caso degli Hare Krishna e del buddismo tibetano. Nuova nel nostro Paese è la diffusione del neo-paganesimo e del neo-sciamanismo, mentre esistono da molto tempo gruppi legati allo spiritismo, alla teosofia, al satanismo, al quale oggi si tende a dare un eccessivo rilievo, che invece non ha. Ampiamente trattato è il movimento New Age-Next Age.

In conclusione, ci sembra che l’enciclopedia si raccomandi, sia per la completezza, sia per l’alto livello scientifico con cui è redatta sia anche per la scorrevolezza del dettato, per cui è di gradevole lettura.

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