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I Tabligh

islamJama'a at-Tabligh
(I Tabligh italiani non hanno sedi proprie ma sono in contatto con l'organizzazione Tabligh in Francia:)

Association "Foi et Pratique"
Mosquée Omar
79, rue Jean Pierre Timbaud
75011 Parigi (Francia)
Tel.: 01-43575810
Fax: 01-43570929

Jama'a at-Tabligh wa da'wa ("associazione del messaggio" o "gruppo di predicazione") è un movimento missionario avviato in India negli anni 1880 da Muhammad Ismail (1835?-1898) e fondato negli anni 1925-1927 dal figlio Muhammad Ilyas Kandhalawi (1885-1944). Di fronte alla colonizzazione britannica e alle conversioni di musulmani del subcontinente indiano al cristianesimo dovute all'attività di missionari gesuiti e protestanti, il movimento Tabligh si proclama apolitico, non violento e va alla ricerca di musulmani tiepidi al fine di risvegliarne la fede (solo più tardi si occuperà anche - senza che questo diventi mai lo scopo primario - di convertire non musulmani). Le origini sufi del movimento Tabligh sono oggetto di discussione fra gli studiosi, ma sembrano innegabili. Ilyas, in particolare, apparteneva - sia pure adottando un atteggiamento critico su alcune pratiche - alla branca Sabiriyah della confraternita Chistiyya.

Fino agli anni 1940 i Tabligh operano principalmente nei paesi a maggioranza islamica; dagli anni 1950 seguono la diaspora islamica in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Canada, fino a estendere la loro attività a tutti i paesi dove vi siano musulmani. L'insistenza sul primato della pietà e della preghiera, e sul carattere apolitico del movimento, mette spesso in contrasto i Tabligh con le correnti fondamentaliste sia radicali sia neo-tradizionaliste (benché in alcuni paesi occidentali - per certi versi paradossalmente - siano nello stesso tempo sospettati dalle autorità di nascondere fra le loro fila militanti radicali). I "sei punti" predicati dai Tabligh consistono nella preghiera, lo studio, il ricordo continuo di Dio, la generosità, la predicazione e la missione. In Occidente i militanti Tabligh adottano un codice di auto-presentazione rigoroso (barba per gli uomini, velo per le donne) che li caratterizza immediatamente di fronte ai musulmani più tiepidi e occidentalizzati.

Molti giovani musulmani in Occidente partecipano al movimento Tabligh per un periodo di tempo delimitato, nel corso del quale spesso compiono un viaggio in India o in Pakistan, dove sono i centri principali del gruppo. Terminato questo periodo - magari adottando una barba più corta - non si dedicano più attivamente alla missione e alla predicazione, ma conservano comunque un atteggiamento devoto. In diversi paesi occidentali i Tabligh svolgono un ruolo indubbiamente positivo nelle "periferie dell'Islam", dove il ritorno alla religione è fermento di ordine, di regolarità, di lotta alla criminalità e alla diffusione della droga. Questo ruolo rende i Tabligh interlocutori credibili di diversi Stati dell'Europa continentale, e favorisce la loro integrazione in una emigrazione islamica di origine prevalentemente nordafricana non sempre in sintonia con le caratteristiche di origine, tipicamente indo-pakistane, del movimento.

B.: Sul movimento l'opera accademica fondamentale è quella di Muhammad Khalid Masud, Travellers in Faith. Studies of the Tablighi Jama'at as a Transnational Islamic Movement for Faith Renewal, Brill, Leida 2000. Su Ilyas e le sue relazioni con il sufismo: M. Anwarul Haq, The Faith Movement of Mawlānā Muhammad Ilyās, George Allen & Unwin, Londra 1972. Sulla diffusione nell'Europa latina: Moussa Khedimellah, "Le Mouvement Tabligh en Lorraine", in AA.VV., Une anthropologie religieuse en Lorraine, Éditions Serpenoise, Metz 2000, pp. 149-162.

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