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La Confederazione Islamica Italiana

islamConfederazione Islamica Italiana
Contatti tramite il Centro Islamico Culturale d’Italia
Viale della Moschea, 85
00197 Roma
Tel.: 06-8082258
Fax: 06-8079515
E-mail: cicdi.roma@gmail.com
URL: www.centroislamicoculturale.it

Dopo una lunga gestazione con la fondazione di organismi locali o regionali a Milano, Torino, Bologna, Brescia e Perugia la Confederazione Islamica Italiana è presentata a Roma il 21 marzo 2012, in un congresso che è seguito con attenzione anche da altre confessioni religiose, come dimostrano la presenza del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, e il messaggio inviato dal presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, cardinale Jean-Louis Tauran.

La Confederazione, nata come unione di federazioni regionali, unisce 250 centri e luoghi di culto sparsi su tutto il territorio nazionale, che hanno scelto di condividere alcuni valori comuni, in linea con la “Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell’Integrazione” promulgata dal Ministero dell’Interno nel 2007. Il progetto è stato promosso, sin dal 2009, dal Centro Islamico Culturale d’Italia, che fa capo alla Grande Moschea di Roma e in particolare dal suo segretario generale, Abdellah Redouane. La Confederazione è guidata da un consiglio direttivo e da un presidente, il marocchino della comunità di Bologna Fihri Wahid.

Le dichiarazioni rilasciate in occasione del congresso di fondazione dall’ambasciatore del Marocco a Roma, Hassan Abouyoub, sono significative e meritano di essere trascritte: “Si tratta di un progetto storico, che finalmente consentirà alla popolazione islamica presente in Italia di avere un nuovo interlocutore. Della Confederazione fanno parte unicamente le moschee di tradizione malikita, che rispettano l’Islam moderato” (Cristiana Missori, “Islam: nasce Confederazione islamica Italia, unite 250 moschee”, ANSAmed, 22 marzo 2012). Il riferimento alla scuola malikita indica che si tratta di una realtà prevalentemente marocchina, e quello a un “Islam moderato” che s’intendono escludere i centri legati all’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII), accusata di avere posizioni più radicali. Lo sviluppo della situazione politica in Marocco potrebbe però portare in futuro a sviluppi diversi.



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