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Damanhur

new ageFederazione di Damanhur
Via Pramarzo, 3
10080 Baldissero Canavese (Torino)
Tel. e fax: 0124-512205; 0124-512226
E-mail: welcome@damanhur.it
URL: www.damanhur.it

Damanhur, inizialmente definitasi “città-stato” o “comunità dell’Acquario”, e oggi Federazione di Comunità, è nata nel 1976 in Valchiusella, a quaranta chilometri a Nord di Torino. All’origine, e prima della fondazione, si collocano le ricerche e le attività di Oberto Airaudi (1950-2013) e quelle del Centro di ricerche ed informazioni Horus di Torino che si occupano di parapsicologia, esoterismo e medicine naturali. Damanhur, il cui nome (“città della luce”) deriva da quello di un’antica città egizia consacrata al dio Horus, conta all’inizio poche decine di persone. Il progetto “secondo i fondatori” è realizzare un “esperimento sociale volto a dimostrare che solo attraverso una vita, gioiosamente mistica e comunitaria, è possibile oggi salvare l’umanità dal disastro morale ed ecologico cui l’attuale società postindustriale sta portando il nostro mondo. Damanhur sarà la città santa del futuro, la prima porta, il primo gradino, tramite i quali si potrà accedere ai grandi spazi della mente e dello spirito”.

Gli anni 1970 sono la stagione in cui nascono molteplici comunità e movimenti alternativi; ma Damanhur non vi si è mai confusa, proprio per la centralità che, in essa, hanno sempre avuto la dimensione spirituale e magica della vita e l’ottimismo religioso. La convinzione di vivere agli albori del New Age spinge i damanhuriani a creare una microsocietà autosufficiente, in armonia al suo interno e con la natura. Per esprimere questa unione con la natura e con tutte le forme di vita molti damanhuriani si sono dati, fin dall’inizio, il nome di un animale: Corvo, Sirena, Ariete, Gazzella, Fenice, Cicogna e così via. Con il crescere di Damanhur a oltre cento persone, è emanata la prima Costituzione; si costituiscono i ministeri dell’agricoltura, del commercio, della cultura, degli interni, delle finanze; è coniata una moneta interna, il credito. Damanhur inizia a considerarsi una federazione di comunità (Damjl, Rama Pan, Tentyris, Etulte, e così via) dotata di una propria bandiera, di servizi culturali, sanitari e scolastici per i bambini. Attualmente i cittadini di Damanhur, che nel frattempo hanno aggiornato più volte la loro Costituzione, sono oltre seicento residenti – che vivono in oltre venti comunità in Valchiusella e nella zona dell'Alto Canavese – e circa altri quattrocento che vivono nelle vicinanze: si tratta di un numero sostanzialmente stabile nel decennio 2000-2010, sebbene fra il 2004 e il 2008 si sia verificato un certo movimento di entrate e uscite “a porta girevole”.

Essi appartengono a Damanhur secondo quattro tipi di cittadinanza: cittadini residenti di livello A, cittadini residenti di livello B, cittadini non residenti di livello C, cittadini non residenti di livello D, a seconda del grado di presenza in Damanhur, di solidarietà e rispetto dei principi e delle leggi indicati nella Costituzione. Peraltro, la ricerca di formule di convivenza via via migliori è costante e frequenti sono le variazioni nell’assetto sociale. Con un tale sviluppo Damanhur si avvia a essere una comunità di riferimento per migliaia di visitatori e simpatizzanti che sono accolti in alcune foresterie dotate di servizi informativi, esposizioni e punti di vendita.

È possibile anche fermarsi alcuni giorni a Damanhur o frequentare i molti corsi e stage che l’Università Olami Damanhur – un tempo Libera Università di Damanhur, poi Damanhur University – promuove durante tutto l’anno in varie sedi. L’Università Olami Damanhur offre programmi di studio ed esperienzali sullo sviluppo del potenziale umano, sulla spiritualità, sulla terapia e sulla sostenibilità. I suoi corsi toccano la ricerca interiore, le discipline di sviluppo della sensibilità e della percezione, la guarigione, l’arte e la socialità. I visitatori di Damanhur sono passati dai 7.000 circa del 1989, ai 50.000 del 1997, quando iniziano a essere visitabili i Templi dell'Umanità; nel decennio successivo il numero si è assestato su valori più contenuti, per arrivare ai circa 20.000 visitatori del 2009. A partire dall'autunno 2010 è avviato il progetto New Life, sorta di cittadinanza "a tempo" – la durata prevista è un trimestre, al termine del quale si può accedere alla cittadinanza residente in prova oppure ritornare alla propria vita precedente – intesa ad accogliere a Damanhur le persone che vi vogliono risiedere non in quanto ospiti, ma come partecipanti alla vita sociale e spirituale delle comunità.

Nella filosofia spirituale damanhuriana – in cui concetti e modalità di espressione hanno subito modifiche nel corso degli anni –, compaiono alcuni princìpi fondamentali, detti “quesiti”, che indicano le linee base sulle quali si sviluppa il percorso di crescita individuale e collettiva: la vita quale cammino evolutivo; l’azione come scelta continua, la ricerca di nuove logiche per intendere la realtà; l’integrazione tra il femminile e il maschile; la creatività e continua trasformazione; l’ampliamento della sensibilità, cioè dei sensi dei molteplici corpi dell’uomo; la capacità di esercitare il dubbio e affrontare l’incertezza; l’apertura agli altri; la scoperta della propria natura divina. Questa filosofia è oggetto di meditazione e ricerca, un autentico “work in progress”, che non esclude successive elaborazioni nel tempo.

Tutta la vita collettiva e individuale a Damanhur è accompagnata da simboli e da festeggiamenti che comprendono anche un momento rituale: quelli più complessi celebrano i due solstizi ed equinozi, il ricordo dei defunti e la fondazione della comunità (coincidente con il capodanno, posto al 31 agosto). Ma accanto a questi riti maggiori, si è anche formata una ricca ritualità riferita alla vita quotidiana, ai ritmi normali del tempo e del lavoro: riti per la purificazione dei cibi e delle case, riti per salutare gli spiriti, riti della campana e riti di buona morte. Il luogo più ricco di simboli e di riti sono però i Templi dell’Umanità: una grande costruzione sotterranea composta di sale, laboratori, corridoi. Iniziata nel più totale segreto nel 1978, la loro costruzione è stata rivelata nel 1992 da un ex damanhuriano. Nel 1996 il contenzioso legato ad accuse di presunti abusi edilizi è stato definitivamente risolto, e la costruzione può proseguire con soddisfazione della Federazione.

L’imponente costruzione, che i media hanno definito a volte “città sotterranea”, indica il tentativo di Damanhur di rappresentare in un luogo il suo “polo mistico”, cui tutti si riferiscono col pensiero e con la loro presenza simbolica. Chi visita, oggi, i Templi dell’Umanità rimane colpito dalla loro ricchezza di simboli e miti di religioni e tradizioni diverse: segni della “scrittura sacra” di Damanhur, sale della terra, dell’acqua, delle sfere, dei metalli, degli specchi. Dopo la fine del segreto dei Templi, le forme di partecipazione sociale e l’identità pubblica di Damanhur si sono ancora più accresciute, fino alla costituzione del movimento politico Con te per il Paese, che alle elezioni amministrative del 2009 ha fatto eleggere quindici consiglieri in diversi comuni della Valchiusella; il fatto di maggiore spicco e di rilevanza politica e sociale in quest’ottica è la conferma di un sedicesimo damanhuriano alla carica di sindaco di Vidracco (comune nel quale si trovano i Templi dell’Umanità), centro che Con te per il Paese amministra dal 1999. Peraltro, altri sei damanhuriani sono consiglieri eletti in diverse liste civiche locali. Ora, Damanhur si presenta sempre più come sistema differenziato in comunità, settori di ricerca, di produzione e di distribuzione. Di particolare rilievo è l’acquisizione di un ex stabilimento Olivetti, in Vidracco, trasformato in un Centro convegni, cultura e benessere con il nome di Damanhur Crea. I cittadini di Damanhur hanno creato varie realtà riconosciute dalle autorità civili quali associazioni di promozione sociale. Circa duecento cittadini damanhuriani sono volontari nella Protezione Civile, nei Vigili del Fuoco e nella Croce Rossa Donatori del sangue.

La dimensione comunitaria ha come sviluppo la tessitura di una rete di rapporti solidaristici, commerciali e culturali con esperienze analoghe, nel rispetto delle differenze – talvolta anche notevoli – fra un gruppo e l’altro. La Federazione di Damanhur aderisce perciò alle principali reti italiane e internazionali di comunità spirituali ed ecovillaggi come RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici) e GEN-Europe (Global Ecovillage Network), ed è tra i soci fondatori del CONACREIS, il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale. Damanhur organizza inoltre corsi pubblici sulla fondazione e lo sviluppo di realtà comunitarie e, dal 2011, è sede di corsi di formazione EDE (Ecovillage Design Education), un programma internazionale che sostiene la formazione sui modelli di vita sostenibili.

Nel frattempo, oltre alle comunità che costituiscono la Federazione di Damanhur, sono sorte associazioni culturali (Centri Damanhur) che propongono l’esperienza di Damanhur in molte città italiane (Bergamo, Bologna, Firenze, Modena, Palermo, Torino, Treviso, Verona), europee (Berlino, Vienna, Zagabria) e straniere in genere (Kobe e Yokkaichi, in Giappone). 

B.: Importanza centrale per la comprensione di Damanhur hanno gli scritti del suo fondatore, Oberto Airaudi ("Falco"), fra i quali molti si segnalano: Il libro del risveglio, Val Ra Damanhur, Baldissero Canavese (Torino) 2004; e il testo parzialmente autobiografico Racconti di un Alchimista. Gli straordinari anni di formazione del fondatore di Damanhur in 33 storie, Niatel, Vidracco (Torino) 2011. Si vedano inoltre la Costituzione della Federazione di Damanhur, Damanhur Editrice, Torino 1999; La Via Horusiana. Principi, concetti e tradizioni della Scuola di Pensiero di Damanhur secondo gli insegnamenti di Oberto Airaudi, Damanhur, Baldissero Canavese (Torino) 1999; Mario Faruolo - Mauro Gagliardi - Eugenio Mensi - Davide Pacchioni - Silvio Palombo - Gianpiero Vassallo, La divinità curiosa. La nascita dell'universo secondo la Fisica spirituale, Val Ra Damanhur, Baldissero Canavese (Torino) 2006; Esperide Ananas - Stambecco Pesco, Le storie di Damanhur. 1. Il baule delle memorie, Val Ra Damanhur, Baldissero Canavese (Torino) 2006; Iidem, Le storie di Damanhur. 2. Scacco al Tempo!, Val Ra Damanhur, Baldissero Canavese (Torino) 2007; Iidem, The Traveler's Guide to Damanhur. The Amazing Northern Italian Eco-Society, North Atlantic Books, Berkeley 2009; e S. Pesco,La mia Damanhur. La più grande comunità spirituale italiana raccontata da chi ci vive, Altri Paraggi, s.l. 2011. Tra le fonti secondarie: Mario Cardano, Lo specchio, la rosa e il loto. Uno studio sulla sacralizzazione della natura, SEAM, Roma 1997; Luigi Berzano, Damanhur. Popolo e comunità, Elledici, Leumann (Torino) 1998; Massimo Introvigne, "Damanhur: A Magical Community in Italy", in Bryan Wilson - Jamie Cresswell (a cura di), New Religious Movements: Challenge and Response, Routledge, Londra - New York 1999, pp. 183-194; Michele del Re - Maria Immacolata Macioti, Comunità spirituali del XXI secolo. Memorie, esistente, futuro. Il caso Damanhur, Aracne, Roma 2013. Sull'educazione dei bambini nella comunità: M. Introvigne, "Children of the Underground Temple: Growing Up in Damanhur", in Susan J. Palmer - Charlotte Hardman (a cura di), Children in New Religions, Rutgers University Press, New Brunswick (New Jersey) - Londra 1999, pp. 138-149.