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La Chiesa Ortodossa in Italia

Le Chiese ortodosse e antico-orientaliChiesa Ortodossa in Italia
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La Chiesa Ortodossa in Italia, fino all’inizio del 2010 con sede presso il Monastero Arcivescovile “S. Antonio Abate” di Bracciano, e presenze in alcune città italiane, nasce da un tentativo – in seguito non concretizzato – di portare sotto un’unica giurisdizione le comunità ortodosse composte prevalentemente da italiani. Alla guida di tale Chiesa è stato, sin dalla sua fondazione – nel 1991 –, il vescovo Antonio De Rosso (1941-2009) – nato a Farra di Soligo (Treviso), nel 1968 è ordinato sacerdote cattolico dal vescovo di Vittorio Veneto mons. Albino Luciani (1912-1978), il futuro Papa Giovanni Paolo I, ma all’inizio degli anni 1980 abbandona la comunione ecclesiale per approdare nel mondo delle comunità ortodosse –, che nel 1997 assume il titolo di Metropolita di Ravenna e d’Italia della Chiesa Ortodossa in Italia, in seguito coadiuvato nei suoi incarichi da mons. Basilio Grillo Miceli – nato a Vittoria (Ragusa) il 18 luglio 1937 –, che dopo la scomparsa di De Rosso è eletto dall’assemblea ecclesiastica metropolitana, il 16 marzo 2009, quale Metropolita di Ravenna, di L’Aquila e d’Italia

Giunta dal mondo vecchio-calendarista del Sinodo greco della resistenza, la Chiesa Ortodossa in Italia ha cercato di affiliarsi alla Chiesa ortodossa bulgara, passando dal 1995 un certo periodo sotto la protezione canonica del metropolita bulgaro dell’Europa centrale e occidentale, Simeon (Dimitrov), con sede a Budapest. In seguito, tuttavia, è rimasta legata a una fazione dissidente dell’episcopato bulgaro, unendosi a una serie di gruppi scismatici nazionalisti in Ucraina, Montenegro e altri Paesi. Nel 2004 il movimento ha incorporato un altro vescovo, Mons. Lorenzo (Casati), già vescovo di quel sinodo oggi denominato Metropolita Patriarcale di Aquileia, che nel 2005 sostiene di essere passato sotto la giurisdizione della Chiesa Autocefala Ortodossa Ucraina guidata dal Metropolita Mefody (Kudriakov) di Cleveland (Ohio), con il rango di “Arcivescovo di Palermo e di tutta l’Italia”.

La Chiesa Ortodossa in Italia si dichiara “in perfetta comunione di fede e sacramentale con tutto il pleroma delle Chiese Ortodosse che seguono Cristo con retta fede e sana volontà, ed intrattiene particolari relazioni con la Chiesa Ortodossa Ucraina – Patriarcato di Kiev guidata dal Patriarca Filaret, il Patriarcato ortodosso di Bulgaria [Sinodo Alternativo Bulgaro] ed altre realtà.

Il 10 gennaio 2009 la Chiesa Ortodossa in Italia ha elevato a cattedrale metropolitana la storica chiesa di Santa Croce in Via Arco di Santa Croce a L’Aquila, ricevuta in consegna dall’amministrazione comunale. L’avvenimento non ha mancato di suscitare alcune riserve da parte della locale Chiesa cattolica, al punto che l’arcivescovo cattolico del capoluogo abruzzese, mons. Giuseppe Molinari, ha emanato un “Comunicato in merito alla Chiesa ortodossa d’Italia”.

Come accennato, dopo la morte di De Rosso, alla carica di Metropolita gli è succeduto Grillo Miceli; nel 2010, a un anno di distanza, non essendo giunto il placet all’elezione da parte del Sinodo Alternativo Bulgaro per succedere al defunto, mons. Basilio ha abbandonato la giurisdizione, dando vita a una “Chiesa Ortodossa Autonoma Italiana”.

B.: Presso il monastero di Sant’Antonio Abate sono state stampate diverse raccolte di officiature ortodosse in lingua italiana, e dal 2006 è pubblicata anche una rivista, La Voce Ortodossa, disponibile anche online.

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