Appendice: La "Chiesa ortodossa della Madre di Dio Derjavnaya"
Chiesa ortodossa della Madre di Dio DerjavnayaURL (internazionale): http://user.transit.ru/~maria/maineng.htm
La Chiesa ortodossa della Madre di Dio Derjavnaya (“Maestosa”) è stata fondata nel 1991 a Mosca, con il nome originario di Centro della Madre di Dio, da Ioann Bereslavski, nato nel 1946 nella stessa città e ordinato clandestinamente al sacerdozio nel 1984 da un vescovo collegato alla Chiesa “sinodale” ostile al Patriarcato di Mosca.
Benché insista sulle sue caratteristiche ortodosse e proclami la sua adesione al credo ortodosso tradizionale, il movimento di Bereslavski è tra le realtà più attaccate dagli ambienti ortodossi russi come “setta”, e certamente reinterpreta l’Ortodossia alla luce di un certo “apparizionismo” cattolico e anche di rivelazioni private di cui afferma di avere beneficiato il suo fondatore. Una serie di apparizioni e rivelazioni tra cui assume particolare importanza quella di Fatima del 1917 (che evidentemente è avvenuta in ambiente cattolico) costituisce per Bereslavski il “Nuovo Testamento Bianco”, il “Nuovo Patto” che introduce l’umanità nell’“epoca dello Spirito Santo”.
L’accenno profetico nel messaggio di Fatima a una futura conversione della Russia è interpretato peraltro in un senso che è pure diverso da quello corrente nel mondo cattolico, in quanto indicherebbe nella Russia il luogo scelto da Dio per una battaglia finale fra il Bene e il Male, dove il Male è rappresentato dal comunismo e il Bene da una Chiesa Ortodossa liberata da ogni compromesso con il potere comunista e pienamente disponibile ad accogliere il corpus delle apparizioni mariane del XIX e XX secolo. Questo processo presuppone la sconfitta delle “tre teste del Drago” apocalittico, rappresentate dal Partito Comunista Sovietico, dal KGB e dal Patriarcato di Mosca, e la restaurazione della tradizione monarchica russa, quest’ultima in forme peraltro precisate in modo diverso nelle fasi che si sono susseguite nella storia del movimento.
Si comprende come il Patriarcato di Mosca abbia visto nel Centro della Madre di Dio il tipo stesso della “setta” che minaccia la sua autorità dopo la fine del comunismo, e abbia volentieri applicato alle sue attività categorie derivate dai movimenti anti-sette occidentali che, elaborate nel tentativo di spiegare le adesioni alla Chiesa di Scientology o al movimento dell’Unificazione del reverendo Moon, si adattano peraltro piuttosto male a una realtà che, come ha rilevato il sociologo Marat Shterin, rappresenta piuttosto “uno dei principali esempi di innovazione religiosa locale come risposta alle possibilità e alle frustrazioni del periodo di transizione in Russia. In un certo senso, il movimento ha creato una mitologia religiosa per la società postcomunista russa, unendo elementi della religiosità russa tradizionale ad aspetti delle cultura russa che erano comuni subito prima e subito dopo la caduta del comunismo” (voce “Mother of God Centre”, in J. Gordon Melton Martin Baumann [a cura di], Religions of the World. A Comprehensive Encyclopedia of Beliefs and Practices, 4 voll., ABC-Clio, Santa Barbara [California] 2002, vol. III, pp. 893-894).
Peraltro, le campagne del Patriarcato di Mosca hanno talora secondo Shterin sopravvalutato la consistenza numerica del movimento, che non avrebbe in realtà mai contato più di quattromila membri, per la grande maggioranza in Russia, con qualche aderente negli ambienti russi all’estero e una presenza in Italia che, più che nella ricerca di membri, si esprime nel tentativo di mantenere contatti con ambienti “apparizionisti” cattolici, sia “ufficiali” sia “di frangia”.
B.: Tra le fonti primarie cfr., in italiano, Russia del Terzo Millennio, Sofia-Press, Mosca 2003. Sulla storia e le controversie, di Marat Shterin, oltre alla voce di enciclopedia citata, cfr. “New Religious Movements in the New Russia”, Nova Religio : The Journal of Alternative and Emergent Religions, vol. 4, n. 2, aprile 2001, pp. 310-321.