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La seconda ondata: (e) il risveglio carismatico

protestantesimo pentecostaleCon il termine di rinnovamento carismatico si intende la diffusione di temi tipici del pentecostalismo – la glossolalia, ma anche la guarigione e altri “segni dello Spirito”, accompagnati in genere da una teologia e da un’esperienza del battesimo dello (o “nello”) Spirito Santo – al di fuori delle denominazioni e dei network della prima ondata pentecostale, e anche fra i fedeli di Chiese e comunità cristiane diverse dalle denominazioni pentecostali. Come è stato osservato, il rinnovamento carismatico è reso possibile dalla partecipazione di molti cristiani non pentecostali alle “crociate” degli anni 1950 di guaritori come Oral Roberts (1918-2009) e Gordon Lindsey (1906-1973). Nel 1951 un imprenditore californiano di origine armena, Demos Shakarian (1913-1993), concepisce l’idea di una organizzazione non denominazionale di uomini d’affari che hanno sperimentato i doni dello Spirito Santo, impegnati a far conoscere i più noti predicatori di ambiente pentecostale al di fuori dei loro circoli consueti. Nasce così la Full Gospel Business Men’s Fellowship International (Fraternità internazionale degli uomini d’affari del Pieno Vangelo), che tiene la sua prima convenzione nazionale negli Stati Uniti nel 1953.

Il predicatore pentecostale sudafricano David Johannes du Plessis (1905-1987) – più tardi naturalizzato americano e, dal 1955, ministro delle Assemblee di Dio – ha nel frattempo deciso di dedicare la sua vita al miglioramento delle relazioni fra i pentecostali e il mondo cristiano non pentecostale, aprendo un dialogo con il Consiglio Ecumenico delle Chiese e con la Chiesa cattolica. Un’attività analoga – superando notevoli resistenze nella sua denominazione di origine, che del resto si manifestano originariamente anche nei confronti di du Plessis – è svolta da Donald Gee (1891-1966), un dirigente delle Assemblee di Dio inglesi. Un’altra figura importante per le origini del rinnovamento carismatico è Agnes Mary Sanford (1897-1982), una episcopaliana attiva nell’interdenominazionale Ordine di San Luca, fondato nel 1947 (con una partecipazione maggioritaria di fedeli di denominazioni della Comunione anglicana) allo scopo di riunire cristiani interessati alle guarigioni. Anche se l’Ordine di San Luca più tardi – nel 1963 – si pronuncia contro la glossolalia, Agnes Mary Sanford sperimenta il “battesimo dello Spirito Santo” e successivamente il segno del parlare in lingue verso il 1955.

L’esperienza (preceduta da alcuni meno noti episodi sudafricani) si estende ad alcuni pastori episcopaliani che fanno parte dell’Ordine di San Luca: il primo è probabilmente Richard Winkler (1912-1996), rettore della Trinity Episcopal Church di Wheaton (Illinois) che riceve il battesimo dello Spirito Santo nell’aprile 1956 in una riunione presieduta da un pastore delle Assemblee di Dio. Nello stesso anno un pastore presbiteriano, James Brown, riceve a sua volta il battesimo dello Spirito Santo in Pennsylvania. Verso la fine degli anni 1950 un certo numero di pastori presbiteriani ed episcopaliani – in seguito anche luterani – iniziano a tenere nel Nord degli Stati Uniti riunioni di tipo pentecostale (chiamate però normalmente non “pentecostali” ma, appunto, “carismatiche”) con esperienze di glossolalia, inizialmente in modo assai discreto per non sollevare reazioni da parte delle autorità delle loro denominazioni (dove il pentecostalismo è sinonimo di fanatismo, se non di eresia) e anche delle denominazioni pentecostali come le Assemblee di Dio, che all’epoca guardano con notevole sospetto questi sviluppi.

Il movimento carismatico, a poco a poco, guadagna alla sua causa altri pastori, soprattutto all’interno del mondo episcopaliano. Nel 1960 il pastore Dennis Bennett (1917-1991) della Chiesa episcopaliana di St. Mark a Van Nuys (California) decide di spiegare pubblicamente durante una predica ai suoi parrocchiani le sue esperienze di glossolalia. Ne seguono reazioni, non tutte favorevoli, che portano alle dimissioni di Bennett dal suo incarico parrocchiale e a una lettera del vescovo episcopaliano di Los Angeles che vieta nella sua diocesi riunioni dove sia “incoraggiata o praticata” la glossolalia. Mentre la grande stampa americana interviene sul caso Bennett, il vescovo episcopaliano di Olympia (nello Stato di Washington, a Nord della California) offre all’ex-pastore di Van Nuys una chiesa, St. Luke, a Seattle. In pochi anni St. Luke si trasforma in una parrocchia interamente “carismatica” e in un centro di diffusione del movimento nel mondo episcopaliano degli Stati Uniti e del vicino Canada. Nella parrocchia di Van Nuys, che Bennett ha dovuto abbandonare, i suoi seguaci si organizzano dal canto loro in un’associazione, che nel 1961 divenne la Blessed Trinity Society – nel cui consiglio di amministrazione entra anche il pentecostale David J. du Plessis – che si dedica a sua volta attivamente a diffondere il messaggio carismatico.

Nei primi anni 1960 il battesimo dello Spirito Santo e la glossolalia, a partire da questi inizi, si diffondono in tutte le maggiori denominazioni protestanti negli Stati Uniti e in Canada: non solo tra gli episcopaliani, presbiteriani e luterani, ma anche tra i metodisti, mennoniti, battisti. Alcune denominazioni cercano di opporsi al movimento carismatico e non mancano sospensioni e rimozioni di pastori; negli anni 1970, tuttavia, la maggioranza delle denominazioni protestanti accoglie il rinnovamento carismatico – cercando di organizzarlo e di gestirlo tramite appositi comitati nazionali – con l’eccezione della denominazione di maggioranza relativa nel protestantesimo bianco non pentecostale americano, i Battisti del Sud, dove le congregazioni pentecostali esistenti (relativamente poche) devono muoversi con discrezione e mantenere un basso profilo per evitare reazioni e provvedimenti.

Negli anni 1970 il movimento carismatico diventa anche fenomeno, da americano, mondiale (dopo essere già penetrato in Gran Bretagna fra gli anglicani a pochi anni dalle sue origini). L’evento decisivo per il successo del movimento carismatico è, senza dubbio, l’emergere di un parallelo “rinnovamento dello Spirito” o “nello Spirito” all’interno della Chiesa cattolica. Benché alcuni cattolici avessero già sperimentato in anni precedenti il battesimo dello Spirito Santo – e alcuni avessero frequentato la parrocchia di Dennis Bennett a Seattle – le origini del rinnovamento carismatico cattolico si situano negli eventi del 1967 alla Duquesne University di Pittsburgh, in Pennsylvania, dove due assistenti del dipartimento di teologia – Ralph Keifer e Patrick Bourgeois –, che avevano letto diversi resoconti dei successi del movimento carismatico e che si erano interessati ai doni dello Spirito Santo frequentando il movimento ecclesiale dei Cursillos, cominciarono a partecipare a riunioni interdenominazionali tenute in casa di una carismatica presbiteriana, e in seguito visitarono anche una chiesa pentecostale. Dopo un ritiro, tenuto dal 17 al 19 febbraio 1967 – e dopo avere sperimentato la glossolalia – , Keifer e Bourgeois organizzano con una trentina di studenti il primo gruppo carismatico cattolico.

Dalla Duquesne il movimento si estende rapidamente a due altre università, Notre Dame e Michigan State. Due laureati a Notre Dame – Ralph Martin e Stephen Clark (molto attivi nei Cursillos, dove erano già in contatto con Keifer e Bourgeois) – si recano alla Duquesne University per essere “battezzati nello Spirito” all’interno del gruppo cattolico iniziale di Keifer e Bourgeois e portano la loro esperienza alla Michigan State University. Clark e Martin diventano in seguito leader importanti del rinnovamento carismatico cattolico nascente. Due elementi sembrano avere unito i protagonisti di questo primo inizio del rinnovamento cattolico: il legame con i Cursillos, e l’incontro trasformante con due libri-chiave scritti da esponenti protestanti del mondo pentecostale-carismatico: Essi parlano in altre lingue di John Sherrill (1964), un’appassionata inchiesta giornalistica sul mondo carismatico, e soprattutto La Croce e il Pugnale (1963), dove David Wilkerson (1931-2011) descrive il successo grazie al battesimo dello Spirito della sua missione disperata nella subcultura delle bande giovanili della periferia di New York.

Un particolare interessante – e poco noto – riguarda il tentativo di David Wilkerson, l’autore pentecostale le cui opere erano state lette con più entusiasmo dai primi carismatici cattolici, di staccare il rinnovamento cattolico nascente dalla Chiesa di Roma comunicando ai suoi leader una sua “visione” o rivelazione privata contro le “denominazioni”, in cui lo Spirito gli rivela che se i cattolici che avevano sperimentato la glossolalìa rimarranno all’interno della Chiesa romana saranno perseguitati. Questo tentativo non ha alcun successo; Ralph Martin – che pure ammette di essere stato profondamente influenzato dagli scritti e dal ministero di Wilkerson – risponde che “lo spirito di indipendenza” (dalle Chiese e denominazioni) costituisce al contrario “uno degli elementi meno salubri che il pentecostalismo tradizionale ha portato come contributo al cristianesimo” (“David Wilkerson’s Vision”, New Covenant, n. 3, gennaio 1974, pp. 11-12).

Le vicende del rinnovamento carismatico all’interno della Chiesa cattolica sono estranee al nostro tema, e del resto il rinnovamento cattolico ha anche una radice interna alla tradizione cattolica (l’interesse per lo Spirito Santo e per i suoi doni, sempre presente nel cattolicesimo ma riproposto dal magistero lungo una linea che va dal corpus di Leone XIII [1810-1903] al Vaticano II). Il mondo carismatico, nel suo complesso, conta oggi centocinquanta milioni di fedeli. È interessante notare che fra questi fedeli (di cui circa cento milioni cattolici – anche se le statistiche in materia sono incerte –, non tutti peraltro partecipanti alle organizzazioni carismatiche cattoliche “ufficiali”) un segmento importante (circa venticinque milioni) afferma di non fare parte di alcuna denominazione. Gli anni 1980 sono stati infatti particolarmente caratterizzati da una esplosione di comunità carismatiche non denominazionali, che non rimangono isolate ma partecipano a network o associazioni di assemblee e/o di pastori carismatici. Accanto ai movimenti carismatici all’interno delle Chiese e comunità cristiane non pentecostali, questo enorme network di comunità carismatiche indipendenti costituisce il più tipico frutto del neo-pentecostalismo degli anni 1970 e 1980. Vi partecipano pentecostali indipendenti influenzati dal più ampio movimento carismatico: e in questo senso si può includere in questa categoria l’italiano Movimento di Restaurazione (ora Chiese della Riconciliazione). Alcune delle comunità carismatiche “non denominazionali” hanno ormai percorso – o stanno percorrendo – il cammino consueto della trasformazione in nuove denominazioni. Un caso da manuale – non di rado evocato dai sociologi – è quello della Calvary Chapel di Costa Mesa (California).

B.: In generale: Kilian McDonnell,O.S.B., Charismatic Renewal and the Churches, Seabury Press, New York 1976. Su Donald Gee, cfr. Richard Massey, Another Springtime. The Life of Donald Gee, Pentecostal Leader and Teacher, Highland Books, Guildford (Surrey) 1992. Sugli sviluppi nel mondo cattolico: Kevin M. Ranaghan - Dorothy Ranaghan, Catholic Pentecostals, Paulist Press, Parasmus (New Jersey) 1969; Patti Gallagher Mansfield, Come da una nuova Pentecoste: lo straordinario inizio del Rinnovamento Carismatico Cattolico, trad. it., Ancora, Milano 1993. Assai influenti su tutta la corrente rimangono: John Sherrill, Essi Parlano in Altre Lingue, trad. it., Editrice Uomini Nuovi, Marchirolo (Varese) 19942; David Wilkerson, con J. Sherrill ed Elizabeth Sherrill, La Croce e il Pugnale, Editrice Uomini Nuovi, Marchirolo (Varese) 19942.

La Chiesa Evangelica della Riconciliazione

Chiesa Evangelica della Riconciliazione
Via Feudo S. Martino, 4
81100 Caserta
Tel.: 0823-446149; 0823-443077
Fax: 0823-220791
E-mail: amministrazione@riconciliazione.org
URL: www.riconciliazione.org

La Chiesa Evangelica della Riconciliazione è il risultato della fusione del Movimento Evangelico Internazionale Fiumi di Potenza e del Centro Italiano di Comunione e Restaurazione, fondato a Caserta all’inizio degli anni 1980 da Giovanni Traettino, un pastore battista che era venuto in contatto con l’esperienza pentecostale in Inghilterra. Il Movimento Evangelico Internazionale Fiumi di Potenza, fondato dal reverendo Ernesto Othmar Bretscher, Sr., si costituisce formalmente con atto pubblico nel 1963. La sede legale, originariamente stabilita a Siderno Marina (Reggio Calabria) è trasferita a Roccella Jonica nel 1985. Dapprima in comunione spirituale con il Movimento Stromen Van Kracht olandese, nonché con il Movimento per l’Evangelo Integrale di Losanna, sottolinea nello statuto di non essere legato ad alcuna denominazione, pur potendo collaborare con tutti. Ottiene il riconoscimento giuridico ai sensi della legge n. 1159 del 1929 con D.P.R. 10 settembre 1971, modificato con D.P.R. 20 gennaio 1990. Successivamente modifica lo statuto e cambia la sua denominazione in Chiesa Evangelica della Riconciliazione, apportando così alla nuova Chiesa in cui è confluito i riconoscimenti giuridici di cui gode.

All’origine dell’incontro fra i movimenti Fiumi di Potenza e Comunione e Restaurazione ci sono i fenomeni carismatici delle Dales Bible Weeks, in Inghilterra, dove tra l’altro nel 1977 alcuni partecipanti (in particolare bambini) vedono angeli volare nel grande capannone che ospita le riunioni. Alla settimana Dales del 1978 partecipa Geoffrey Allen, un missionario carismatico inglese di origine anglicana – in Italia dal 1971 –, e lì conosce Ernesto Bretscher, Jr., del Movimento Fiumi di Potenza e il suo amico pastore inglese Chris Chilvers. I due incontrano anche un pastore battista carismatico di Birmingham, John Bedford, che parla loro del battesimo nello Spirito Santo di Giovanni Traettino, avvenuto nella sua Chiesa. Di ritorno in Italia, Allen e Bretscher prendono contatto con Traettino e convocano, nel 1979, un convegno a Battipaglia cui partecipano gli inglesi Chris Chilvers, John Bedford e David Mansell. Ne sorge una “squadra” cui si uniscono anche i pastori Emilio Ursomando (proveniente dalle ADI) e Massimo Loda (già delle Assemblee dei Fratelli), oltre al missionario svizzero Ernesto Bretscher, in Calabria dal 1960, padre di Ernesto Bretscher, Jr. (oggi pastore della Chiesa della Riconciliazione di Torino), e fondatore di “Fiumi di Potenza”.

Nasce il Movimento di Comunione e Restaurazione, che riunisce oggi oltre venti Chiese in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Molise, Campania, Calabria e Sicilia, pubblica la rivista Tempi di Restaurazione e anima la casa editrice Edizioni Koinonia. Il Movimento organizza le conferenze “Spirito e Vita”, cui partecipano pastori carismatici e pentecostali di diverse parti del mondo. Una caratteristica del Movimento negli ultimi anni è il dialogo ecumenico non soltanto con il mondo evangelico ma anche con la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse, partendo dalla comune esperienza carismatica condivisa con i movimenti di rinnovamento nello Spirito attivi all’interno di queste Chiese. Naturalmente, questo dialogo, che si traduce in gesti di riconciliazione di alto valore simbolico e nella promozione della Consultazione Carismatica Italiana, un organo permanente di consultazione e di dialogo fra pentecostali e neo-pentecostali evangelici e carismatici cattolici (alle cui origini, con Traettino, è il cattolico Matteo Calisi), suscita anche reazioni negative in un ambiente pentecostale italiano dove il sentimento anti-cattolico è ancora vivace e dove l’ecumenismo è visto con sospetto come sinonimo di relativismo.

Insieme alle cattoliche Edizioni Rinnovamento nello Spirito Santo, ripetendo analoghe esperienze inglesi, le Edizioni Koinonia lanciano nel 1999 il Corso Alfa (che peraltro le Chiese Evangeliche della Riconciliazione non sono la sola organizzazione a diffondere in Italia), un corso di evangelizzazione di grande successo internazionale che presenta quindici lezioni di “cristianesimo essenziale”. Negli anni 1990 il Movimento di Comunione e Restaurazione prende il nome di Chiesa Evangelica della Riconciliazione. Fra le sue iniziative l’Istituto di Studi Storici e Teologici “G. F. Alois” di Caserta, i programmi caritativi e sociali della Fondazione Emmaus e di SOS Terzo Mondo, le iniziative di preghiera interdenominazionale degli Intercessori per l’Italia. Le Chiese Evangeliche della Riconciliazione in Italia sono venticinque, con oltre mille fedeli. La Chiesa Evangelica della Riconciliazione si definisce una comunità evangelica a carattere spirituale, religioso, culturale-storico e terapeutico. Essa mira a redimere lo spirito, il corpo e il cuore attraverso un’adeguata disciplina e a instaurare rapporti nuovi di solidarietà e fraternità.

B.: È distribuito il trimestrale Tempi di restaurazione; cfr. pure Massimo Introvigne, Aspettando la pentecoste: il quarto ecumenismo. Intervista a Giovanni Traettino e Matteo Calisi, Edizioni Messaggero, Padova 1996.

Calvary Chapel

- Chiesa Cristiana Evangelica Calvary Chapel
Via Cal Piccole, 17
31044 Montebelluna (Treviso)
Tel.: 0423-859285
E-mail: info@ccmontebelluna.com
URL: www.calvarychapelmontebelluna.com
- Calvary Chapel Roma
Via Motta Sant’Anastasia, 33
00133 Roma
Tel.: 06-2004872
E-mail: pastor@calvarychapelrome.org
URL: www.calvarychapelrome.org

Chuck Smith (1927-2013) nasce il 25 giugno 1927 a Ventura, in California, Stato dove morirà, a Newport Beach, il 3 ottobre 2013. Frequenta il collegio biblico L.I.F.E. e diventa pastore della International Church of the Foursquare Gospel. Insoddisfatto delle strutture denominazionali, nel 1960 fonda in California l’indipendente Corona Christian Center e nel 1965 diventa pastore della Calvary Chapel di Costa Mesa (California). In due anni i membri crescono da duecento a duemila, ma l’esplosione avviene con la Jesus Revolution e la decisione di Smith di iniziare un ministero presso gli hippies, che porta alla fondazione nel 1968 della House of Miracles, da cui oggi derivano oltre cento “centri comunitari”. La comunità di Costa Mesa conta oggi venticinquemila membri, con oltre settecento Chiese affiliate nel mondo. La Calvary Chapel è un esempio tipico delle “Chiese del nuovo paradigma” studiate negli Stati Uniti da Donald Miller: Chiese indipendenti, cresciute intorno a una singola megachurch dove si offre un ambiente accogliente e informale e un culto carismatico incentrato su una musica di tipo moderno. La musica della Calvary Chapel, gestita prima da Maranatha Music e ora da Calvary Chapel Music, è diventata un fenomeno discografico internazionale. La struttura della megachurch, naturalmente, suscita anche opposizioni, e la Calvary Chapel non manca di critici ed ex-membri militanti. In Italia, la comunità di Montebelluna inizia con l’arrivo di un missionario americano e della sua famiglia nel 1996. I primi battesimi sono nel 1998, e la comunità cresce fino a contare una quarantina di membri, con un’attività missionaria anche a Padova, mentre un’attività autonoma è stata sviluppata da missionari americani a Roma.

B.: Per un quadro di riferimento, cfr. Donald E. Miller, Reinventing American Protestantism. Christianity in the New Millennium, University of California Press, Berkeley - Los Angeles - Londra 1997. Cfr. pure Randall Balmer - Jesse T. Todd, Jr., “Calvary Chapel. Costa Mesa, California”, in James P. Wind - James W. Lewis (a cura di), American Congregations. Volume 1. Portraits of Twelve Religious Communities, University of Chicago Press, Chicago-Londra 1994, pp. 663-698.