Gruppi di origine radhasoami

Il Radha Soami Satsang Beas
Radha Soami Satsang BeasVia Bacchiglione, 330
00199 Roma
Benché altri gruppi si presentino come eredi non meno legittimi di Dayal Singh (1818-1878), non c'è dubbio che il Radha Soami Satsang Beas abbia avuto il maggiore successo. Su circa tre milioni di aderenti della religione radhasoami nel mondo, quasi due milioni aderiscono al gruppo di Beas. Questa preminenza si deve in gran parte all'attività del successore di Jaimal Singh (1839-1903) - Sawan Singh (1858-1948) -, il primo maestro radhasoami che accoglie discepoli occidentali e che autorizza discepoli a recarsi in Occidente per conferire una iniziazione a suo nome, "per procura".
Alla morte di Sawan Singh, nel 1948, anche il Radha Soami Satsang Beas è turbato da lotte di successione e scismi. Il nome Radha Soami Satsang Beas rimane al gruppo guidato da Jagat Singh (1884-1951), poi da Charan Singh (1916-1990) e infine dal nipote di quest'ultimo, Gurinder Singh. Il "marchio" Radha Soami Satsang Beas - che come altre realtà del mondo radhasoami preferisce non considerarsi una religione, quanto piuttosto una "scienza della spiritualità" - è così rimasto nella famiglia di Sawan Singh, ed è stato diffuso nel mondo da Charan Singh (particolarmente attraverso due viaggi negli Stati Uniti, nel 1964 e 1970).
Le caratteristiche salienti del Radha Soami Satsang Beas sono simili ad altri gruppi radhasoami. Questi hanno in comune con i sikh - e con tutta la tradizione Sant Mat o Surat Shabd Yoga - un concetto di Dio "senza qualità" (nirguna), ma (a differenza di molti gruppi sikh) insistono particolarmente sulla corrente cosmica di suono e di luce con cui si entra in contatto attraverso la meditazione, la ripetizione dei nomi divini e il rapporto personale con il guru vivente. Diversamente dai sikh, i seguaci della via radhasoami non hanno un libro sacro, anche se onorano gli scritti del guru vivente e dei suoi predecessori. Alcuni iniziati radhasoami indiani seguono quattro delle "cinque k" della religione sikh (ma non la quinta, la spada, per sottolineare il loro carattere pacifista e non violento), e aggiungono ai loro nomi Singh e Kaur; queste pratiche sono peraltro pressoché sconosciute fra i discepoli occidentali. La via radhasoami chiede una dieta vegetariana, e - per quanto riguarda la morale - sottolinea l'importanza della castità e condanna i rapporti prematrimoniali nonché l'omosessualità.
Il Radha Soami Satsang Beas è presente in Italia dall'inizio degli anni 1970, e svolge oggi le proprie attività a Roma, oltre che in tre gruppi per cittadini di origine indiana nelle province di Vicenza, Brescia e Reggio Emilia.
B.: In trad. it. si vedano: C. W. Sanders, La voce interiore. Secondo gli Insegnamenti dei Grandi Maestri Spirituali, Editrice Zephyr, Vitinia di Roma (Roma) 1973; e Maharaj Charan Singh, Il Sentiero, Editrice Zephyr, Vitinia di Roma (Roma) 1974.
La Scienza della Spiritualità
Scienza della Spiritualità (Sawan Kirpal Ruhani Mission)Riserva di S. Antonio
00128 Castel di Decima (Roma)
Tel. e fax: 06-5071261
E-mail (internazionale:) info@sos.org
URL (internazionale:) www.sos.org
La Scienza della Spiritualità (Sawan Kirpal Ruhani Mission), fondata da Darshan Singh (1921-1989), riunisce i discepoli di Kirpal Singh (1893-1974) che rimangono fedeli alla sua famiglia, oggi rappresentata dal nipote Rajinder Singh. Continuando sulla scia del nonno, Rajinder Singh si è impegnato nel dialogo inter-religioso, partecipando fra l'altro al Parlamento Mondiale delle Religioni di Chicago del 1993, e organizzando eventi inter-religiosi internazionali. Ha vissuto a Chicago per molti anni, dove ha lavorato come ingegnere all'AT&T. Continua la tradizione di Kirpal Singh di un proselitismo attivo, e durante la sua amministrazione sono state conferite oltre trecentomila iniziazioni.
La Scienza della Spiritualità rappresenta la forma di religiosità di origine radhasoami più conosciuta in Europa, per quanto preferisca non presentarsi come una "nuova religione", ma una vera e propria attività scientifica interiore, la cui pratica spirituale è definita "Misticismo Positivo". I seguaci nel mondo sono circa trecentomila, e le pubblicazioni principali sono state tradotte in circa cinquanta lingue. Presente a livello internazionale con oltre mille centri, il centro di riferimento mondiale della Scienza della Spiritualità è il Kirpal Ashram, a Delhi, mentre il maggiore in Occidente si trova a Naperville, nei pressi di Chicago. In Europa il movimento si è particolarmente diffuso in Germania, come pure (in misura minore) in Francia, Grecia, Austria e Svizzera. In Italia la Scienza della Spiritualità ha iniziato le proprie attività nel 1985, e conta circa cinquanta aderenti, concentrati soprattutto nei gruppi di Roma e Acilia; nel 1994 i membri italiani hanno potuto ospitare Rajinder Singh per alcune conferenze e iniziative pubbliche nel nostro Paese.
B.: Scienza della Spiritualità ha curato l'edizione italiana dell'importante opera di Kirpal Singh, Il mistero della morte, Mediterranee, Roma 1994; dello stesso autore, ha pure curato la pubblicazione di Uomo, conosci te stesso! (s.d.n.l.). Il movimento diffonde inoltre vari opuscoli (tutti s.d.n.l.) contenenti istruzioni e insegnamenti di Rajinder Singh; fra di essi si vedano: Meditazione sulla luce interna; Misticismo Positivo. La realizzazione spirituale nella vita moderna; Correre verso Dio; La Pace interiore attraverso la Meditazione; Santo Francesco. Un solo Mondo. Una sola Umanità. Un solo Amore; Ecologia dell'anima.
Il Sant Bani Ashram
Sant Bani AshramPodere Val di Vite
58017 Ribolla (Grosseto)
Tel.: 0564-579788
E-mail: info@santbaniashram.it
URL: www.santbaniashram.it
Come già accennato, nella rivendicazione dell'eredità di Kirpal Singh (1893-1974) sono emerse diverse personalità, fra le quali uno dei maestri più noti è Ajaib Singh (1926-1997), all'origine di quello che gli specialisti del mondo radhasoami considerano lo sviluppo più inconsueto. Nato con il nome Sardara Singh a Maina, nel distretto Bhatinda (Punjab), in gioventù si dedica alla pratica della religione sikh, ma si pone presto alla ricerca di un guru - a Beas entra fra l'altro in rapporti prolungati con l'ormai quasi ottantenne Sawan Singh (1858-1948), il quale però non gli concede ancora l'iniziazione, preconizzandogliene una successiva e più importante -, che incontra definitivamente nella persona di Kirpal Singh, nel 1967, nel periodo in cui vive ancora in un ashram da lui costituito e situato a Kunichuk, nei pressi di Ganganagar, nella zona desertica del Rajasthan settentrionale.
L'ascesa della figura di Ajaib Singh, e la qualifica a lui attribuita da una parte dei discepoli di Kirpal Singh quale suo autentico successore, si devono all'incontro - nel febbraio 1976 - con lo statunitense Russell Perkins (nato in Florida, nel 1935), il quale nel 1962 aveva fondato a Sanbortorn (New Hampshire) il Sant Bani Ashram, da cui sono originate varie iniziative, fra le quali l'edizione americana della rivista del Ruhani Satsang (Sat Sandesh, a partire dal 1970) e una casa editrice per la pubblicazione dei libri di Kirpal Singh. Russell Perkins riconosce in Ajaib Singh la "presenza" di Kirpal Singh - dopo la morte del primo, nel 1997, i suoi seguaci rimangono in attesa del successore (oggi da molti identificato in Sadhu Ram Ji, nato nel 1944) -, e così gli iniziati del Sant Bani Ashram, che inizia a diffondersi in molti Paesi occidentali.
La presenza del Sant Bani Ashram in Italia risale al 1977 e conta oggi circa duecento iniziati, presenti con i loro centri a Terni, Roma, Milano, Bari, Trento, Rieti, e Bologna; in provincia di Grosseto il movimento dispone di un ashram, e il movimento conta numerosi discepoli in Ungheria. All’origine del Sant Bani Ashram di Ribolla, in provincia di Grosseto, dove si svolgono annualmente numerosi ritiri, si trova la figura di Sirio Carrapa – nato in provincia di Lecce, nel 1952 –, discepolo di Kirpal Singh, dal quale è stato iniziato nel 1973, e di Ajaib Singh, del quale è diventato in un primo momento il rappresentante italiano, per poi presentarsi – alla luce di una “conferma interiore” ricevuta da Ajaib Singh dopo la sua morte – come suo autentico successore. Il lignaggio di Sirio Carrapa, in tal modo, è entrato in conflitto con quanti – fra i discepoli di Kirpal Singh che avevano accolto la successione di Ajaib Singh –, a partire dal 2002, hanno riconosciuto, in dimensioni maggioritarie, nel già citato Sadhu Ram Ji la veritiera successione, che non riconoscono perciò a Sirio Carrapa, producendo così una duplice ramificazione del lignaggio spirituale: i discepoli di Sirio Carrapa, perciò, non riconoscono Sadhu Ram Ji come maestro, e viceversa.
B.: Fra le opere in lingua italiana di Ajaib Singh, si vedano: Le due Vie, Sant Bani Ashram, Ribolla (Grosseto) 1988; Storie per i bambini di luce, Sant Bani Ashram, Ribolla (Grosseto) 1998. Vari discorsi di Sawan Singh, Kirpal Singh e Ajaib Singh in l'ora dell'ambrosia, M.I.R. Edizioni, Montespertoli (Firenze) 1997. Di Russell Perkins, in lingua italiana: l'impatto con un Santo, M.I.R. Edizioni, Montespertoli (Firenze) 1998. Molte opere di Kirpal Singh sono state tradotte in lingua italiana dalle edizioni Sant Bani Ashram di Ribolla (Grosseto); fra di esse si vedano: La ruota della vita (1978); La preghiera: sua natura e tecnica (1979); Discorsi del mattino (1979); Che cos'è la spiritualità (1979); Il sentiero dei maestri (1996). Di Sirio Carrapa, cfr. Il cammino verso l’illuminazione. Autobiografia spirituale di un adepto occidentale , M.I.R. Edizioni, Montespertoli (Firenze) 2004.
La Kirpal Light Mission
Kirpal Light Mission - Associazione Olosofica ItalianaVia Boscone, 101
29010 Calendasco (Piacenza)
Tel.: 0472-852582; 075-603812
E-mail: grazia.leo@libero.it
URL: www.santmat.net/italiano/main.htm
La Kirpal Light Mission riunisce i discepoli di Kirpal Singh (1893-1974) che alla sua morte hanno seguito il discepolo Thakar Singh. Quest'ultimo nasce nel 1929 in una famiglia sikh di Dasuja, in India. Come il rivale Rajinder Singh, si laurea in ingegneria nel 1951 e lavora come ingegnere civile per il governo del Punjab, occupandosi particolarmente di acquedotti. Nel 1954, constatata la vanità delle cose mondane, lascia il lavoro e si dedica a tempo pieno alla spiritualità. Dal 1965 è discepolo di Kirpal Singh.
Dopo la morte di quest'ultimo si ritira in meditazione in un ashram a Chandigarh, ma nel 1976 riunisce un consistente gruppo di seguaci del defunto maestro che non intendono seguire i familiari di Kirpal Singh. Nonostante opposizioni in Occidente del movimento anti-sette (che emette riserve anche sulla vita privata del maestro), l'organizzazione si espande in numerosi Paesi del mondo - particolarmente in Germania, dove gli iniziati sono circa ventimila - e oggi supera i centomila membri, dediti fra l'altro all'"impegno per un modo etico di vita" (alimentazione vegetariana; astensione da alcol e droghe; applicazione nei pensieri, parole e fatti dei principi di verità e amore universale).
Come è tipico della religione radhasoami - di cui la Kirpal Light Mission abbraccia i principi essenziali - Thakar Singh si è impegnato in una serie di attività inter-religiose e sociali, al cui servizio opera la Società Olosofica Internazionale che ha sede ad Augsburg. A quest'ultima fa capo una Associazione Olosofica Italiana - costituitasi il 28 maggio 1997 - che conta circa trecento iniziati, una decina di membri associati e oltre cinquanta iniziati attivi, presenti nelle città di Piacenza, Torino, Milano, Roma e Bressanone. Dal 1994 la Società Olosofica Internazionale organizza ogni anno a Jesolo (Venezia) un incontro europeo della durata di due settimane - generalmente presente lo stesso Thakar Singh - al quale partecipano circa duemila persone.
B.: l'Associazione Olosofica Italiana pubblica il periodico Master News. Fra i testi di Thakar Singh in lingua italiana, si vedano: Santa Luce Mattutina. Parole del Maestro per la meditazione mattutina, s.d.n.l.; Cinque interviste con Sant Thakar Singh, Naam, Cadolzburg 1994; e Sant Thakar Singh [raccolta di aforismi e immagini in più lingue], Naam, Cadolzburg 1984. Del movimento si veda pure Parole Dei Maestri, Edition Naam, Cadolzburg 1997. Gli insegnamenti di Thakar Singh durante gli incontri di Jesolo sono riassunti in opuscoli dal titolo Gocce dell'Oceano, 4 fascicoli sinora comparsi, Associazione Olosofica Italiana, Piacenza 1998-1999.
Unity of Man
Unity of Man (Unità dell'Uomo)(indirizzo internazionale:)
Steinklüfstraße, 34
5340 St. Gilgen - Austria
Tel. (italiano:) 338-1037285
E-mail (internazionale:) mail@unity-of-man.org
URL: www.unity-of-man.org/it
Alla morte di Kirpal Singh (1893-1974), alcuni discepoli particolarmente interessati al dialogo inter-religioso promosso dal maestro con la sua Conferenza Mondiale sull'Unità dell'Uomo considerano suoi successori il dottor Harbhajan Singh (Bhaji, 1932-1995) e la moglie Surinder Kaur (Bhiji, nata nel 1940), ritenuti dei gurmukh (discepoli perfetti). l'organizzazione che ne nasce - Unity of Man (Unità dell'Uomo) - si contraddistingue anzitutto per la sottolineatura svolta in favore di un discernimento che dovrebbe fare intendere tale movimento come non intimāmente connesso alla corrente radhasoami (diversamente da quanto tendono a ritenere le analisi e ricerche degli specialisti); oltre a questo, per un particolare impegno nel dialogo inter-religioso (che è però, come si è visto, comune ad altre branche della religione radhasoami) e per una severa messa in guardia contro i pericoli dell'occultismo.
Unità dell'Uomo denuncia la deviazione di insegnamenti radhasoami in senso "occulto" che si sarebbe verificata in diversi gruppi occidentali, e invita a distinguere fra "spiritualità" genuina e "occultismo" pericoloso, come pure mette in guardia sulle guarigioni spirituali che potrebbero creare nuovi "debiti karmici" e che si oppongono all'inesorabile legge del karma, la quale pretende una compensazione "fino all'ultimo centesimo". l'idea fondamentale del movimento si riassume nella formula: "l'unità esiste già, è solo che l'abbiamo dimenticata"; ne consegue una diffusione entusiastica dell'ideale dell'unità: tutta l'umanità forma una famiglia e ogni singola persona ne è un membro, indipendentemente dalla sua nazionalità, razza o religione.
Accanto all'insegnamento della meditazione e al dialogo inter-religioso, Unità dell'Uomo promuove anche attività benefiche e caritative attraverso il progetto Kirpal Sagar - Oceano di grazia, nome della località nel Punjab ove il movimento ha dato origine alle seguenti iniziative: ospedale, scuola, casa di ricovero, biblioteca, casa per ospiti, azienda agricola. Nel centro del progetto - che occupa più di cinquanta ettari - si trova un sarovar, ovvero un bacino ovale d'acqua sopra il quale è in procinto di essere costruito un edificio che porterà quattro simboli di diverse religioni, a supporto della tesi dell'unità fondamentale di tutte le religioni.
Unity of Man organizza in Italia - dove raccoglie una decina di aderenti, in buona parte di confessione cattolica - conferenze e incontri pubblici dal 1994: l'unica attività comune è quella mensile del satsang (incontro spirituale nel corso del quale si mette a tema l'insegnamento spirituale di Kirpal Singh), mentre per il resto del tempo ogni membro si impegna personalmente - è caratteristica del gruppo una estrema autonomia individuale - nel "vivere una vita etica" e nell'approfondimento della conoscenza del sé attraverso l'auto-analisi e l'auto-osservazione.
B.: Il movimento diffonde in lingua italiana alcuni opuscoli, contenenti gli insegnamenti di Kirpal e Harbhajan Singh; fra questi, si vedano: Karma. Dove la legge della grazia è attiva, finisce la legge del karma, Unity of Man, St. Gilgen 1997; Meditazione. Segui la via stretta nel mezzo, Unity of Man, St. Gilgen 1997; Pericoli della guarigione spirituale, dello yoga e delle forze occulte, Unity of Man, St. Gilgen 1997; Spiritualità. l'acqua della vita, Unity of Man, St. Gilgen 1998.
Elan Vital
Elan VitalTel.: 051-232871
E-mail: info@inform-azione.it
URL: www.inform-azione.it
Le origini di Elan Vital - da non confondere con il movimento (separato) di Bruce Avenell, chiamato per qualche tempo Elan Vital e ora The Eureka Society - risalgono alla Divine Light Mission (Missione della Luce Divina) e sono molto controverse. Secondo alcuni osservatori occidentali il fondatore, Hans Maharaj Ji (1900-1966), avrebbe fatto parte del Radha Soami Satsang Beas e se ne sarebbe separato dopo la morte di Sawan Singh (1858-1948).
Secondo il movimento, la Missione della Luce Divina deriva invece - senza rapporti con la religione radhasoami in senso stretto - da una linea ereditaria di maestri Sant Mat, che è probabilmente ancora più antica ma può essere ricostruita a ritroso fino a Sri Totapuri Maharaj Ji (1780-1866), attraverso i successori Sri Anand Puri Maharaj Ji (1782-1872), Param Hans Dayal Adwetanand Ji (1840-1919), e Sri Swarupanand Maharaj Ji (1884-1936). Si tratta, in ogni caso, di un movimento spirituale che ha acquistato fama internazionale solo dopo la morte di Sri Hans Maharaj Ji, nel 1966. Ai suoi funerali il figlio Prem Pal Singh Rawat, nato nel 1957, si proclama a soli otto anni nuovo "Maestro Vivente" con il nome di Guru Maharaj Ji. Riconosciuto dai fedeli, moltiplica gli aderenti alla Missione e attira l'interesse di occidentali affascinati dalla vicenda del guru bambino. A tredici anni, nel 1971, intraprende un viaggio negli Stati Uniti, dove lo attendono numerosi fedeli. Nel 1973 i premie ("amanti di Dio") sono decine di migliaia in Occidente.
A poco a poco la Missione della Luce Divina - uno dei movimenti religiosi più tipici degli anni 1970, e più studiati dai sociologi - assume, sotto la guida di Maharaj Ji, caratteristiche e stili propriamente occidentali. Dopo il matrimonio fra il guru e una discepola americana, nel 1974, alcuni fedeli indiani e la sua stessa famiglia reagiscono contro il processo di occidentalizzazione. Ne segue una causa in tribunale in India, e la separazione fra Maharaj Ji (che conserva il nome Missione della Luce Divina in Occidente) e il fratello Bal Bhagwan Ji (cui è attribuito il nome della Missione in India). Nel 1983 si verifica una importante svolta: Maharaj Ji annuncia lo scioglimento di tutte le organizzazioni (compresa la sua branca della Missione della Luce Divina, mentre il nome rimane alla separata e distinta branca indiana), che considera un ostacolo sulla via della conoscenza, condanna qualunque forma di culto della personalità (un tempo caratteristico della Missione, con grandi onori riservati al "guru bambino") e invita a concentrarsi sulla ricerca individuale della verità.
Il messaggio di Maharaj Ji insiste sul fatto che è possibile ottenere la felicità in questa vita. Non c'è bisogno, per questo, di una religione, un'organizzazione, un dogma o una dottrina. È importante perseguire la "Conoscenza", che non è un insieme di concetti ma una "esperienza di se stessi" ("quello che cerchi è dentro di te"). Per conseguire la Conoscenza, Maharaj Ji insegna un insieme di semplici tecniche, di cui oggi si sottolinea il carattere non religioso. In Italia, discepoli di Maharaj Ji (che ha visitato il nostro Paese anche nel corso del 2005, parlando davanti a migliaia di persone) sono presenti fino dagli anni 1970; pure essendo passato attraverso varie traversie, il gruppo italiano conta ancora oltre un centinaio di seguaci e svolge attività organizzate a Torino, Milano, Bologna, Roma, Palermo, Aosta, Cagliari, Gorizia, Livorno, Modena, Sondrio e Venezia.
B.: Sulla vecchia Missione della Luce Divina: James V. Downton, Jr., Sacred Journeys. The Conversion of Young Americans to Divine Light Mission, Columbia University Press, New York 1979; Roland Chagnon, Trois nouvelles religions de la lumière et du son: la Science de la Spiritualité, Eckankar, la Mission de la Lumière Divine, Éditions Paulines, Montréal e Médiaspaul, Parigi 1985. Diversi opuscoli che rappresentano gli attuali insegnamenti del maestro sono disponibili per il download sui vari siti del movimento.