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L'Archeosofia

teosofiaAssociazione Archeosofica
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51100 Pistoia
Tel.: 0573-21414
E-mail: info.pistoia@boxletter.net
URL: www.associazionearcheosofica.it

In seguito alla rinascita esoterica promossa dall’ambiente teosofico, sono nati diversi movimenti cristiani interessati a forme di esoterismo, in un rapporto critico con tale ambiente ma nello stesso tempo subendone l’influenza. In Italia vanno citate, in questa chiave, le figure di Massimo Scaligero (pseudonimo di Antonio Scabelloni, 1906-1980) – che, dopo il decisivo incontro con Giovanni Colazza (1877-1953) conclude una articolata carriera esoterica nella Società Antroposofica – e di sua sorella Adelina Scabelloni, detta Luciana (†2000), che sposa Paolo M. Virio (pseudonimo di Paolo Marchetti, 1910-1969), dirigente di un Ordine Essenico Occidentale di cui aveva ricevuto la trasmissione dal conte Umberto Amedeo Alberti di Catenaia (“Erim”, 1879-1938).

L’Ordine Iniziatico Loto + Croce, fondato nel 1948 a Torino, e la successiva Associazione Archeosofica si inseriscono in questo filone, con aspetti originali. Entrambe le organizzazioni sono state fondate da Tommaso Palamidessi (1915-1983). Precocemente interessato alla parapsicologia e alle religioni orientali, fra il 1945 e il 1949 pubblica una serie di scritti sullo yoga e il tantrismo. Soggiornando a Torino aveva frequentato il Museo Egizio e si era appassionato all’egittologia, poi all’alchimia. Nel 1953 si trasferisce a Roma e collabora a La Tribuna Illustrata. Dalla fine degli anni 1950 – nel 1957 soggiorna nei monasteri del Monte Athos – si orienta definitivamente verso una riscoperta del cristianesimo delle origini, abbandonando lo yoga. Dopo numerosi viaggi, dagli Stati Uniti alla Palestina e all’Unione Sovietica, fonda nel 1968 a Roma l’Associazione Archeosofica. Negli anni successivi si interessa all’arte iconografica e alla musica come chiavi per la realizzazione mistica e iniziatica.

Dopo la morte, nel 1983, l’attività è continuata dalla moglie Rosa Francesca Bordino (1916-1999), prima discepola che aveva sposato nel 1947 – la quale continua a fare ripubblicare le opere del marito tramite la casa editrice Archeosofica di Roma, animata dalla figlia Silvestra (1948-1996), da cui sono nate ulteriormente le Edizioni Arkeios (peraltro da non confondersi ad alcun titolo con le attività dell’Associazione Archeosofica) –, e successivamente da Alessandro Benassai (1940-), successore designato, che ancora oggi guida l’Associazione Archeosofica. I soci attivi sono oggi circa cinquecento (mentre i frequentatori sono circa 1.200), diffusi in Italia – le sezioni attive nel nostro Paese nel 2009 sono ventuno, di cui circa la metà in Toscana – e all’estero, con sezioni in Germania, Portogallo e Francia. Particolarmente a partire dalla fine degli anni 1990, le attività dell’Associazione Archeosofica si sono intensificate, anche in ragione della diversificazione dei propri ambiti d’interesse: così, alla consueta opera di diffusione dell’insegnamento di Palamidessi, si sono aggiunti cicli di conferenze e mostre pubbliche – di prolungato successo ed estensione europea quella su Il segreto delle piramidi, dal 1998 al 2008, in cui sono presentati i risultati delle ricerche originali dell’attuale presidente Benassai sul simbolismo numerico delle piramidi –, corsi di memoria, erboristeria e pittura iconografica – nel 2006, a Prato, è nato parallelamente all’Associazione Archeosofica lo Studio Artistico Icona Oggi –, e attività in ambito artistico e musicale, tramite la creazione – nel 1999, a Firenze – dell’Accademia di Musica Sacra - Coro Santa Cecilia, il cui programma di concerti ha visto i partecipanti esibirsi a più riprese in luoghi prestigiosi, all’estero e in Italia.

La dottrina archeosofica è stata esposta da Tommaso Palamidessi in fascicoli da lui denominati Quaderni (circa quaranta, alcuni dei quali pubblicati sotto forma di libro). Dichiaratamente ispirata ai primi Padri della Chiesa e agli aspetti sofianici della ortodossia orientale antichi e moderni, l’opera di Palamidessi – che pure va letta tenendo conto della sua evoluzione personale – tiene conto anche di molteplici temi teosofici ed esoterici. Dio Figlio, l’avatar eterno, “sempre il medesimo”, si incarna “quando lo vuole ed è necessario salvare l’umanità” in un personaggio storico: Rama, Krishna, Gesù, forse domani un “futuro Messia”; ma si tratta sempre della stessa divina Persona e dello stesso scopo di “trasfigurare gli uomini nel Divino”. Gli avatara lasciano dietro di sé delle Chiese (“Ekklesie”) che constano tuttavia di un corpo esteriore (talora a sua volta “risvegliato” da ordini religiosi suscitati dallo Spirito Santo) e di un corpo interiore esoterico, via speciale per l’opera di “risvegliati” che andrà a sua volta a vantaggio della intera Ekklesia. È il caso, in particolare, dei Rosacroce, centro esoterico che si è tuttavia nei secoli inaridito, rendendo necessario un nuovo epicentro.

Nel 1948 è così fondato l’Ordine Iniziatico Loto + Croce – il cui “Corpo di Grazia” si costituisce dal 1948 al 1966 quando in Terra Santa, a Gerusalemme, il fondatore ha un’esperienza mistica di unione con il Cristo – che si presenta come un “sacerdozio esoterico” (nella linea, secondo Palamidessi, della dottrina cristiana del sacerdozio comune dei fedeli) che presuppone una specifica vocazione e la disponibilità a sottoporsi a una disciplina e a un rituale; è possibile, tuttavia, condividere le medesime verità anche senza fare parte dell’ordine. L’iniziato, attraverso una particolare disciplina, si mette in condizione di affrontare esperienze particolari come la lettura degli archivi akashici – una nozione già sottolineata da Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore della Società Antroposofica –, i fenomeni di sdoppiamento e di viaggio fuori del corpo, l’esatta comprensione dell’astrologia, della teurgia e di uno “spiritismo superiore” con cui si diventa “medium dello Spirito Santo, degli Eletti, degli Angeli”, mentre le pratiche spiritiche comuni sono sconsigliate perché mettono facilmente in contatto con spiriti malvagi e ignoranti.

Il loto – che sostituisce la classica rosa della tradizione rosacrociana nella sua combinazione con la croce – è inteso talora da Palamidessi come simbolo della reincarnazione, di cui si troverebbero tracce nella Sacra Scrittura e che sarebbe compatibile con il cristianesimo. L’Archeosofia insegna in particolare una tecnica per recuperare la memoria delle proprle vite passate. Grazie a questa tecnica, per esempio, Palamidessi avrebbe scoperto di essere stato Origene (185-254) e l’astrologo, medico e matematico cinquecentesco Girolamo Cardano (1501-1576).

L’iniziato dell’Archeosofia studia anche il corpo umano, le medicine alternative, le erbe e la dietetica. L’archeosofo si sottopone a una serie di esercizi spirituali quotidiani che comprendono una impegnativa vita di preghiera (ispirata alla tradizione ortodossa orientale e alla via monastica occidentale) e anche una serie di pratiche ginniche e respiratorie. Non manca, nell’insegnamento di Palamidessi, una tecnica di “sexognosia” per costruire il “corpo di luce” analoga a quella di movimenti di tipo gnostico. L’escatologia esposta da Palamidessi ne Il libro cristiano dei morti è fondata sulle idee della reincarnazione e della temporaneità dell’Inferno. Peraltro, le anime che hanno restaurato in sé la somiglianza con Dio potranno uscire dal circuito della reincarnazione, mentre non è esclusa per gli empi una “seconda morte”, fissata alla fine dei tempi al Giudizio Universale ma che si può ammettere per i malvagi più ostinati anche prima di tale Giudizio. Per costoro lo spirito è riassorbito dallo “spirito del mondo”, perdendo la sua personalità.

B.: Di Tommaso Palamidessi cfr. – con riferimento peraltro a periodi diversi del suo itinerario spirituale –: La tecnica sessuale dello Yoga Tantriko Indo-Tibetano. Manuale dottrinale e pratico per tutti su la vita sessuale de lo Yoga Tantriko, Grande Opera, Torino 1948 (3a ed. Archeosofica, Roma 1988); Tecniche di risveglio iniziatico. I centri di forza e la metafisica sperimentale, Mediterranee, Roma 1975 (2a ed. 1983); Il libro cristiano dei morti, Archeosofica, Roma 1985; Le basi della teologia sofianica: nuove indagini bibliche, Archeosofica, Roma 1986; L’icona, i colori e l’ascesi artistica, Archeosofica, Roma 1986; Archeosofica, 5 voll., Archeosofica, Roma 1985-1988. Su Palamidessi, cfr. la tesi di dottorato di Francesco Baroni, Tommaso Palamidessi (1915-1983) et l’“Archéosophie”. Vie, oeuvre et postérité d’un ésotériste chrétien italien du XXe siècle, École Pratique des Hautes Études, Parigi 2009, di cui un’ampia parte è confluita nel volume di Idem, Tommaso Palamidessi e l’Archeosofia. Vita ed opere di un esoterista cristiano, Bastogi, Foggia 2011.